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5 luglio 2013

Vivi e muori in questo giorno.

John Ottway:
Ancora una volta nella mischia,
nell'ultima vera battaglia che affronterò.
Vivi e muori in questo giorno.
Vivi e muori in questo giorno.




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29 ottobre 2011

Ora ti aspetto, anche se solo per un ricordo.

Come il tempo che sottrae il mio talento, aspetto lento  venir me il dolce sentimento;

lo esigo e ci tengo.

Sempre aperto nel dire no, ma con l’ anima che mi risponde attento.

Nel pensare mi rendo conto che così avrò solo rimpianto l’ aspettare te,  lento.

In quanto nel cercarti non smetto.

Prima di tutto e per un’ attimo eterno.

E alla fine solo un ricordo.

Che resterà celato a me dentro.

Inetto e svogliato nell’ attesa mi racchiudo sempre più in me stesso.

Fino a sprofondare in un abisso senza luce nel fondo.

Ma nell’ attesa aspetto la tua mano che mi prenda così che io possa essere me stesso.

E averti qui, dalla fine al mio ritorno, fino alla fine del mondo.

Per vivere nella felicità il nostro attimo eterno.

L.D.M.




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12 gennaio 2011

Ti ho perso ma senza lasciarti andare.

La tua vita tra le mie mani in quel momento scivolava mentre mi rendevo conto che se ne era già andata.
Tu assopita dalla morte ed io sconvolto sul tuo corpo con un quadro di famiglia amici e gente che non si sa chi era, ti giuravo ti amo per risvegliarti.
Giurarti il mio amore non ti ha svegliata ma almeno ha cercato di tenere vivo me dentro ad un vita che potesse cercare di rispecchiarti. Ma così non è stato.
Il tetro passare degli anni non fa in modo che tu rinasca a parte nelle preghiere di chi ci crede, ma fa di me lo stolto che fissa dalla terrazza il tuo sommo letto; quel cimitero così bello e romantico da sembrare vivo.
Io che la notte ti desidero per l'ultima debolmente forte carezza tra i capelli da farmi addormentare; ma col senno che poi comunque io odierò tanti e troppi momenti.
Saprò riconoscerti tra gli angeli se mi salverai, ma io che senza un dunque e senza speranza non lo vorrei; ora se potessi guardarti negli occhi con un sorriso ti direi anche se il lassù non esiste, staremmo insieme il quaggiù per emularti mi è impossibile.
Io che  da anni non do ad una tua singola carezza a ciò che sei stata a ciò che sei e rimarrai.
Sei il faro di molti ma spesso quando punti su me, lo oscuro perchè il non averti  è più difficile che il dirti ok dovevi, è successo.
Non ti perdonerò mai per essere stata così grande, ti amerò per essere stata la semplice te stessa.




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12 gennaio 2011

Con il viso alla luna.

Cercherò nelle notti in cui non avrò il sapore dei sogni a farmi compagnia di scorgere la luna per ricordarti tramite i suoi raggi e sentire che tu col tuo cuore sei vicina a questa umanità che non ti abbraccia più perchè privata del romantico sospiro della vita.

Sentirò te in quella luna, che tesserai trame di parole così profonde da spingermi in una soffice armonia di sogni, così che le mie notti mi cullino in una travolgente festa di emozioni.

Grazie per il tuo cuore e grazie di prestarlo col fare di dea a tutti.

Sii te così noi potremmo sentenziare felici duelli piacevoli tra le braccia di Morfeo.




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20 agosto 2010

Sposterò il mondo per te.

Oggi che sono portato a stare qui tra la scatola del mio pensiero, tra le travi sbarrate del mio cuore che pieno di brusche riesce ancora a battere perché nel mio pensiero se ben confuso vedo ancora te.
Ti vedo oltre una nebbia che non è fitta ma è forte, che mi impedisce di camminare verso te.
Ad ogni passo scivolo di qualche centimetro ma la voglia di averti vicina e troppo forte perfino per i miei piedi sanguinanti.
Se non ti avessi mai incontrata non avrei sofferto così tanto ma mai sarei stato in grado di provare la vita così bene.
Con un lungo affannare di respiri la mente si offusca ma sento note così intense da poterti raffigurare.
Proverò a fare l’ultimo sforzo per sempre.
So che probabilmente se tu mi avessi voluto non sarei in mezzo a queste catene.
Ma le speranze mie sono solo di conoscerti.
I miei sforzi di farmi apprezzare.
Io non dimentico che tu sei del mondo ma sposterò il mondo per poter stare vicino a te per pochi secondi.
Solo per te.
Oggi qui mi rispondo:
Si le pene valgono ogni tuo sguardo.




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18 agosto 2010

Mare dentro - Ramòn Sampedro

Mare dentro, in alto mare - dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell'incontro.

Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell'universo:

L'abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci fino a vederci trasformati in
un unico desiderio

Il tuo sguardo il mio sguardo, come un'eco
che va ripetendo, senza parole: più dentro,
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.

Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perché io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.

Ramòn Sampedro




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21 luglio 2010

La Crisi. Albert Einstein.

Non pretendiamo che le cose cambino se sempre le facciamo allo stesso modo.
La crisi e’ la miglior benedizione che possa succedere a persone e paesi perchè la crisi porta il progresso.
La creatività nasce dall’ansia come il giorno nasce dalla notte oscura.
É nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza rimanere “superato”. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.
La vera crisi é la crisi dell’incompetenza. Il problema delle persone e dei paesi é la pigrizia per trovare uscite e soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita é una rutin, una lenta agonia.
Senza crisi non ci sono meriti. É nella crisi dove affiora il meglio di ognuno, perché senza crisi qualsiasi vento é una carezza.
Parlare di crisi significa promuoverla, e non parlare di essa signfica esaltare il conformismo.
Invece di questo; lavoriamo duro.
L’unica crisi minacciosa é la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein.




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1 febbraio 2010

Un giorno

Un giorno aprirò le danze, e ti fisserò ben dritta negli occhi, ti stringerò in modo forte per aver la sicurezza che non scomparirai dalle mie braccia; per la sicurezza che sei mia.
Nei tuoi occhi sprofonderò tra i sentimenti che descrivono , tra le tue braccia soffocherò per la forza del tuo amore.
Un giorno mi chinerò, mi metterò in ginocchio per chiederti a me.
Un giorno saprò che mi giurerai di essere tu e di essere mia.
Un giorno vivremo insieme.
Un giorno staremo a letto tutto il dì assieme; ogni settimana.
Un giorno mi presenterai la tua famiglia.
Un giorno ti porterò dove hai sempre sognato.
Un giorno litigheremo forte.
Un giorno ti farò una sorpresa che tu hai sempre voluto.
Un giorno avremo dei figli.
Un giorno ci accorgeremmo che loro saranno cresciuti.
Un giorno li vedremmo staccati perché ricorreranno i nostri passi.
Un giorno guarderemo le foto del nostro album di tutta la vita
Un giorno scriveremo insieme il testamento.
Un giorno ci accorgeremo di essere vecchi.
Il giorno che saremo vecchi ci accorgeremo che l’ amore tra noi non ha mai smesso di esserci.
Un giorno uno di noi morirà, l’altro saprà che comunque sarà sempre al suo fianco.
Un giorno…
Oggi sto sognando tutto questo perché non so chi tu sia.




permalink | inviato da lucadoc il 1/2/2010 alle 0:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


5 gennaio 2010

Ti ho perso ma senza lasciarti andare.

Ti ho perso ma senza lasciarti andare.
La tua vita tra le mie mani in quel momento scivolava mentre mi rendevo conto che se ne era già andata.
Tu assopita dalla morte ed io sconvolto sul tuo corpo con un quadro di famiglia amici e gente che non si sa chi era ti giuravo ti amo per risvegliarti.
Giurarti il mio amore non ti ha svegliata ma almeno ha cercato di tenere vivo me dentro ad un vita sferica quando io sono un cubo.
Il tetro passare degli anni non fa in modo che tu rinasca apparte nelle preghiere di chi ci crede, ma fa di me lo stolto che fissa dalla terrazza il tuo sommo letto; quel cimitero così bello e romantico da sembrare vivo.
Io che la notte ti desidero per l'ultima debolmente forte carezza tra i capelli da farmi addormentare; ma col senno che poi comunque io odierò tanti e troppi momenti.
Saprò riconoscerti tra gli angeli se mi salverai, ma io che senza un dunque e senza speranza non lo vorrei; ora se potessi guardarti negli occhi con un sorriso ti direi anche se lassù non esiste staremmo insieme il quaggiù per emularti mi impossibile.
Io che  da anni non do ad una tua singola carezza a ciò che sei stata a ciò che sei.
Sei il faro di molti ma spesso quando punti su me lo oscuro perchè il perdono è più difficile che il dirti ok dovevi, è successo.
Non ti perdonerò mai per essere stata così grande, ti amerò per essere stata la semplice te stessa.




permalink | inviato da lucadoc il 5/1/2010 alle 0:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


2 gennaio 2010

Vorrei ispirarmi a lui perchè come lui mi sento.


Cecco Angiolieri "S'i fossi foco"


S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.




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3 dicembre 2009

Giorni.

Non esistono giorni belli o giorni brutti,
ma solamente giorni diversi.




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17 agosto 2009

Non si sceglie chi incontrare, ma si sceglie chi tenere.





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10 luglio 2009

2003 da allora ho imparato.

2003

Da allora:

Ho imparato come si annoda una cravatta ho imparato che le scarpe si abbinano con la cintura.

Ho imparato che se vuoi amare spesso devi essere pronto anche a star male.

Ho imparato che gli amici sono tanti ma pochi esistono realmente.

Ho imparato a stirare le camicie a fare il bucato.

Ho imparato a cucinare ancor meglio.

Ho imparato che di strada se ne fa tanta, per nulla.

Ho imparato che comunque bisogna per correre tanta strada per trovare qualcosa.

Ho imparato anche che ciò che voglio spesso è sotto al naso.

Ho imparato che non riuscirò mai a smettere di amarti.

Ho imparato che vivere in modo devastante è inutile.

Ho imparato a vivere in modo devastante.

Ho imparato che spesso essere se stessi può causare danni.

Ho imparato ad essere me stesso.

Ho imparato che le pubblicità spesso mentono.

Ho imparato che la politica spesso mente.

Ho imparato a mentire a me stesso.

Ho imparato a capire quando gli altri mentono a me.

Ho imparato che il più delle volte quello che fai devi apprezzarlo di persona perché gli altri non lo capiscono.

Ho imparato che si può vivere di solo amore.

Ho imparato che spesso non bisogna amare troppo.

Ho imparato che la vita è importante.

Ho imparato che spesso io questa vita la voglio mettere da parte e non viverla.

Ho imparato ad alzarmi.

Ho imparato a cadere.

Ho imparato che sputare contro vento spesso non conviene.

Ho imparato ad imprecare.

Ho imparato come farmi male.

Ho imparato che se Dio esiste potrei anche crederci ma che spesso non ne ho voglia.

Ho imparato a credere in Dio.

Ho imparato a non credere in nulla.

Ho imparato che ogni giorno è come essere a scuola.

Ho imparato che ogni giorno ogni secondo è una lezione.

Ho imparato a non ascoltare.

Ho imparato che essere primo spesso è importante.

Ho imparato che non so imbrogliare così bene.

Ho imparato a fare una professione.

Ho imparato ad essere disoccupato.

Ho imparato che ogni giorno si è comunque sempre più con un piede nella fossa.

Ho imparato che non so scavare bene.

Ho imparato che se vuoi qualcosa devi dare tutto te stesso per averla.

Ho imparato che peso troppo.

Ho imparato a stare con gli altri.

Ho imparato a stare solo.

Ho imparato a farmi troppe domande.

Ho imparato a mentirmi.

Ho imparato che star male fa male.

Ho imparato a non pensare.

Ho imparato che nulla  ti potrà mai sostituire.


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14 maggio 2009

Nasciamo con il fine di essere noi stessi.

Nasciamo con un fine nella vita.

Le strade di ogni giorno ci portano a deviarci e a deviare anche se in fondo arriveremo la dove il nostro posto ci spetta.

Percorriamo migliaia di chilometri per arrivarci ed ogni giorno nel bene e nel male sbattiamo su qualcosa che ci fa chiedere se andare avanti; ma poi chissà se istinto, volontà o forza ci portano a riprendere il passeggio per trovare quello che è il nostro fine.

Ogni giorno crediamo che sia difficile e il domani ancor più arduo, ma alla fine della giornata guardandoci indietro potremmo dire che non era tutto così impossibile, e che comunque lo abbiamo fatto.

Le avversità ci sbattono con violenza a prendere la forza necessaria per reggerci in piedi, le perdite ci riempiono di determinazione, la vita ci riempie di tutto ciò che accade e ci sta intorno.

Allora giriamoci, alziamoci e sbattiamo pure la testa.

Solo così non dico saremmo grandi, ma almeno noi stessi.




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30 aprile 2009

Anche se qui non ci sei più. Auguri per il tuo anniversario di matrimonio.

Tu che tanto mi hai insegnato,
tu che sempre mi hai sorriso,
tu che sempre mi hai educato,
tu che sempre eri li, tu che con il tuo amore e la tua grazia hai riempito non solo il cuore di mio padre e quello mio, ma quello di tanti altri che venivano a chiederti aiuto.
No sarò mai forte come te,
non sarò mai reale come te,
non sarò Mai Te.
Io che Ti Amo
Mio padre che Ti Ama
Una Famiglia Che ti Ama
Un paese, un circolo e comunque tante persone da poter pensare che tu non fossi una celebrità, ma solo la mamma, la moglie e l'amica che tutti hanno sempre voluto.
Ormai i 5 anni dalla tua scomparsa son passati, e 9 dal tuo non essere più te stessa.
Ma io non ho mai intravisto un giorno che fisicamente o no non c'eri li a calmarmi a mettermi la mano sulla fronte e a farmi sentire sereno.
Io che di mio dopo la tua scomparsa ho distrutto tutto ciò che era coerenza
tutto ciò che era bontà
tutto ciò che era essere
ma sopratutto tutto ciò che era vita, sono riuscito a sviare i tuoi valori.
Ma so che dentro di me esistono ancora,
So che tu sei li

Tu che tanto mi hai fatto ridere.
Tu che tanto Mi hai fatto piangere.
Tu che quando penso al tuo volto non vedo altro che bontà.
Ti ringrazio di essere esistita e ti ringrazio per "lo svolazzare sopra a me"
Tu che dipingevi anche gli angeli, beh ora gli angeli dipingono te!
Ti amerò sempre e sempre con me sarai!

Tuo Figlio

Luca

  Ti ricorderò sempre così, Con il sorriso che tanto hai donato!


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permalink | inviato da lucadoc il 30/4/2009 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


26 aprile 2009

Il vizio dell' infedeltà a me stesso.

Ormai ho perso tutte le piume per quel lungo volo che sognavo. Sono inghiottito dalla terra calda che mi fa franare nel vortice della ma vita dove ho sprecato me stesso nei più irritabili vizi.

Questo è ciò che probabilmente voglio, essere un eterno dannato al mio supremo cospetto,dove la buona ragione trova fiamme, dove il prospero sentimento trova fauci, dove neanche quel poco di buono può respirare.

Ma io dove vivo? Nel mio cuore lacerato che sgorga sangue per l’ infedeltà di una vita soppressa, per molte rovinate.
Ma perché non uccidere tutta questa banalità? Nessuno vi ha chiesto di farla né di sopportarla. E il solito punto è questo: siamo pronti per cosa? Nessuno ha deciso e nessuno decide, tutti portano la rivoluzione tra tutti ma nessuno in se stesso, tutti sforano e nessuno rientra, e quelli che entrano ci restano… ma poi chi ce lo ha chiesto di nascere bambini e di diventare coglioni? Eppure le idee x quanto le pisci contro vento le ho ancora,e ciò mi rende sensibilmente perspicace nel capire che esisto.




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6 aprile 2009

sensazioni

Se la speranza è un sogno allora fatemi dormire se la realtà è un miraggio lasciatemi stremato, se l' amore esiste: createmi.




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6 aprile 2009

Chiudo gli occhi per aprire un sogno.

Spengo i miei occhi , chiudo la mia vita, per aprire  quel sogno reale, si! Reale,. Dove tutto sembra talmente falso da essere vero, dove l’irreale è reale, dove io tocco sfioro bacio te.  Dove  tu sembri un sogno e lo sei, si!sei il mio .sogno reale, la mia realtà che vivo in sogno, il mio sogno, il nostro sogno ,il sogno

Continueremo la nostra vita in quel ballo gitano che solo noi sappiamo ballare, in quei chilometri di carezze che ancora ci spettano, in quella vetta dove respireremo la nostra aria, in questa vita che è solo nostra.

Provo ad aprire gli occhi  e ancora questa immagine trascendentale di te mi investe con tutta la sua bellezza, una forza così perfetta da essere pura.

Si! Della tua bellezza non se né discute, del tuo carattere non se ne parla, della tua intelligenza non si declama, che posso aggiungere se non: sei perfetta.

Da che pulpito, da che enorme sforzo d’amore sei stata creata? Dio, se così si chiama ha creato “qualcosa” che può fargli paura nella perfezione dalla sue caratteristiche.

Farò tutto, sarò tutto, darò tutto, dirò tutto, perché il più enorme sforzo non ti eguaglia, nemmeno la tua ombra è uguale a te. Tu lì irragiungibilmente mia, da esserlo.

Dedicata a chi esisterà. Ed a chi è esistito.




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5 aprile 2009

Buonanotte è il momento di scrivere i sogni.



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18 marzo 2009

Case Di Cartone.

vivo nell' immenso castello di cartone, sotto la tempesta e il vento che lo squaglia, lotto per tenerlo in piedi, ma troppo forte è la tempesta che nn si placa e per quanto mi dia da fare pezzo dopo pezzo cade, nn farò mai ora a ricostruirlo. nn troveò mai riparo, vagabondo mi trovo nel deserto ambrato dove costruisco una capanna di teli ma troppo forte è il vento che della mia casa fa solo un cumulo di sabbia. mi ritrovo dentro ad una grotta ma il gelo crea stalattiti troppo affilate per viverci.mi sposto in una casa di pietra ma la terra fa sentire la sua forza che fa gemitare il terreno, le pareti oscillano e poi solo macerie.mi illuminai alla vista della casa di cemento cosi angolata, massiccia, resistente, con la geometrica dalla linea sicura, tra la tranquillita vivevo dove in quel nido umano sentivo la sicurezza di mura robuste, ma anche ciò svanì, la potenza di acqua e vento formarono la forza distriuttiva di un'  uragano che aimè troppo violento che mi ruppe il cuore, ma ritrovai la mia abitazione tra le pareti della mia anima spezzata e così vagabondo dentro a me stesso per un attimo eterno.




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30 gennaio 2009

Neanche il trascendentale ti si avvicina


Spengo i miei occhi , chiudo la mia vita, per aprire quel sogno reale, si! Reale,. Dove tutto sembra talmente falso da essere vero, dove l’irreale è reale, dove io tocco sfioro bacio te. Dove tu sembri un sogno e lo sei, si!sei il mio .sogno reale, la mia realtà che vivo in sogno, il mio sogno, il nostro sogno ,il sogno

Continueremo la nostra vita in quel ballo gitano che solo noi sappiamo ballare, in quei chilometri di carezze che ancora ci spettano, in quella vetta dove respireremo la nostra aria, in questa vita che è solo nostra.

Provo ad aprire gli occhi e ancora questa immagine trascendentale di te mi investe con tutta la sua bellezza, una forza così perfetta da essere pura.

Si! Della tua bellezza non se né discute, del tuo carattere non se ne parla, della tua intelligenza non si declama, che posso aggiungere se non: sei perfetta.

Da che pulpito, da che enorme sforzo d’amore sei stata creata? Dio, se così si chiama ha creato “qualcosa” che può fargli paura nella perfezione dalla sue caratteristiche.

Farò tutto, sarò tutto, darò tutto, dirò tutto, perché il più enorme sforzo non ti eguaglia, nemmeno la tua ombra è uguale a te. Tu lì irragiungibilmente mia, da esserlo.




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16 gennaio 2009

Ad io che fossi.

Delle mie parole faccio strumento per affogare l’ io che rinnega l’ aver vissuto e che disdegna di aver amato.

Con i miei occhi cerco di scorgere il lontano, ma dinnanzi a me solo aspri monti.

In questa lunga e fugace corsa dal dignitoso passato e da un indignante  presente, concerno un futuro  che si ricerca da solo le inchieste, riguardando le epoche oramai che furono.

Io che seppi affrontare le mille ombre ed ora che io vivo nell’ ombra gelida senza speranza.

Si certo del mio fuggi farò tesoro per trovare la luminosa e temprata ragione, nel essere così invano inetto del mio stesso rispetto voluto a me non per la propaganda ma per sentire ancor il vento.

Io che giaccio nella mia terra di rovi ed oscuri angoli ancor da visitare, non riesco nel ponderare la mia soluzione più breve e meno dolorosa.

In cuor mio ricerco uno specchio che fu, ed a me stesso ripeto che io lo vorrò dell’ essere lo stato in cui tempo fa ero.

Ancor me e forse più disdegno del ciò che sono, e se io da fuori guardo da dentro non vedo.

Con pugni di sabbia batto al mio ingrossato petto, che il rumore di un cuore vivo ancor non fa apparire, sebbene nell’ immediata stima io ricerchi.

Farfugliando i miei nomi che ero, non capisco quanto languida di auto disprezzo sia stata da la ad ora la strada.

In corsa folle mi butto nell’ immediato avanti che è, per riuscire ad incagliarmi sul volo che passa per sporgermi a guardare il che sarà.

Frenetiche e stitiche le parole che dal mio pensiero escono per il descrivermi.

Senza agguato di sentimenti il mio vedere il dì, ma che con la speranza cavalca nel pensare che sarà di infame bellezza.

Ingenua la morte nel pensar di avermi portato via l’ irrisoria speranza.

 




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28 novembre 2008

Impariamo a vivere schiacciandoci le dita nei cassetti...

Certo io non vivo per vivere, ma ho vissuto la vita vera, quella più cruda e dolorosa, ma anche la più felice e disastrosa.
Nella mia inettitudine ho imparato molto, mentre nel mio dolore ho imparato tutto.
Ormai giunto ai cieli verdastri e alle distese menomate della loro vergine terra mi chiedo se possibile ancora coltivar il suolo.
Butto sementi da una vita, per raccogliere solo sterpaglia o erba.
Neanche i porci si avvicinano al mio prato per quanto infettato di un’ acronimo disagio.
Neanche le feci gli animali fanno nel mio pascolo, e di verde da anni nulla vedo.
Ho imparato con debolezze e dolori, ma ho imparato ad esser forte, ma questa armatura ora la voglio levare.




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18 ottobre 2008

Questo blog è contro la pedofilia.







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17 settembre 2008

Ti amo perchè non esisti. ti amo e basta.

Tu che probabilmente non esisti sarai  la mia principessa.

Tu che io mai ti ho conosciuta sarai la mia ragione di vita.

Te che sei li, con un apostrofo al posto del sorriso, io ti farò ridere.

Forse mai ci incontreremo, ma non mi metterò a cercarti perché forse un giorno ci sbatteremo contro l’una con l’ altro in modo brusco e ci odieremo perciò, ma sarà li in quel momento che sapremo di amarci.

Io sbaragliato ormai da musiche vecchie e da vecchi dischi ti dirò una imbarazzante frase tratta da questi.

Ma questa frase ti conquisterà nel modo imbarazzante come nel modo in cui io la ho detta.

Ma per quelle poche sillabe buttate fuori quasi senza fiato mi amerai.

Sarai con me, e forse chissà un piccolo giardino dove pensare.

In quel piccolo giardino vedremo nascere i fiori che abbiamo piantato.

In quel giardino forse sbocceranno i figli che con amore abbiam voluto.

In quel giardino non appassirà mai l’erba finche noi non ne saremo sotto.

In quel giardino, in quei pochi metri di terra abbiamo coltivato più chequalsiasi gran sentimento.

Ma abbiamo coltivato noi stessi, la nostra sincerità e il nostro mondo.

E per ogni fascio d’ erba dirò che è nato nel momento in qui ti ho detto Ti Amo.

Le mie bugie saranno solo quelle di non riuscire a dimostrarti mai abbastanza quanto ti Amo; anche se la complicità di nostri occhi varrà più di mille fiati.

Poichè chi il fiato c’è là, lo dia alle trombe, ecco io sarò il tuo jazzista con il suo pizzetto che ogni sera prima di dormire ti suonerà melodie di carezze.

Io sarò quello che quando saremo vecchi inteso che mai alla vecchiaia ci arriverò perché il mio cuore sarà sempre giovane amandoti fin da quello scontro.

Io non invecchierò ma potrò solo dire io ho amato.

Ma tu almeno per ora sei solo una mia illusione

Con un quasi rammarico e tristezza di certezza so che mai ci scontreremo.

Mai ti troverò.

Neanche tu mai troverai mai me.

Poiché già io faccio fatica ad esistere.

Ma tu probabilmente non sei neanche mai nata.

E se esisti ti scontrerai con qualcun’ altro, io non ho buoni sconto o punti premio.

Io sono io e basta e nel mio piccolo ti amerò anche se non ci saremo mai parlati.

Ma magari un giorno ci sfioreremo e i petali cadranno dagli alberi.

Ma non sapremmo mai che noi eravamo l’uno per l’altra li a pochi metri.

Certo tutto ciò è un bel sogno.

E di sognare ho bisogno.

Tutti ne abbiamo bisogno.

Invidio ma stimo quelli che nel sogno stanno vivendo.

Ragazza del mio sogno anche se non avrai mai un volto io ti amerò per sempre.

Io non sono qui.

Luca




permalink | inviato da lucadoc il 17/9/2008 alle 1:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


3 settembre 2008

Heroes-Eroi

Traduzione Heroes

Artista: David Bowie
Titolo: Heroes
Titolo Tradotto: Eroi

Io, io sarò re
E tu, tu sarai la regina
Sebbene niente li porterà via
Li possiamo battere, solo per un giorno
Possiamo essere Eroi, solo per un giorno

E tu, tu puoi essere mediocre
E io, io berrò tutto il tempo
Perché siamo amanti, e questo è un fatto
Si siamo amanti, è proprio cos
ì

Sebbene niente ci terrà uniti
Potremmo rubare un po' di tempo,
per un solo giorno
Possiamo essere Eroi,
per sempre
Che ne dici?


Io, io vorrei che tu sapessi nuotare
Come i delfini, come i delfini nuotano
Sebbene nulla,
nulla ci terrà uniti
Possiamo batterli, ancora e per sempre
Oh possiamo essere Eroi,
anche solo per un giorno

Io, io sarò re
E tu, tu sarai la regina
Sebbene niente li porterà via

Possiamo essere Eroi, solo per un giorno
Possiamo essere noi, solo per un giorno

Io, io posso ricordare (mi ricordo)
In piedi accanto al Muro (accanto al Muro)
E i fucili spararono sopra le nostre teste
(sopra le nostre teste)
E ci baciammo,
come se niente potesse accadere
(niente potesse accadere)
E la vergogna era dall'altra parte
Oh possiamo batterli, ancora e per sempre
Allora potremmo essere Eroi,
anche solo per un giorno

Possiamo essere Eroi
Possiamo essere Eroi
Possiamo essere Eroi
Solo per un giorno
Possiamo essere Eroi

Siamo un nulla, e nulla ci aiuterà
Forse stiamo mentendo,
allora è meglio che tu non rimanga

Ma potremmo essere più al sicuro,
solo per un giorno




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24 agosto 2008

Chi ha detto che il romanticismo è morto?

Ora io mi chiedo perchè guardiamo(io per primo) film sdolcinati, commedie talmente irreali, amori impossibili, film che strappano lacrime sorridendo.
Io sono il primo ripeto, che le guarda in quanto amante dei film e dentro a queste milliaia di bobine, una gran parte sono questi film smielati che vorrebbero indurci a pensare che nulla è impossibile.
Che in ogni modo noi l'amore lo troveremo.
Si proprio così con strategie inappropiate per conquistare con mielosità fasulle poichè impossibili.
La mia domanda è questa o queste: Questi film ci fanno del male o del bene? quanta verità può essere trasportata nella vita reale? ci faranno soffrire perchè non potremmo mai imitare questi paradossi romantici? e poi per chi è sposato o fidanzato non pensate possa far del male, perchè noi (io) non siamo perfetti come quei bei attori?.
A una domanda mi rispondo da solo anche se non cè: Sono Film. Certo ma a lungo andare quanto speriamo nel principe azzurro o nella nostra bella addormentata?
Sono pure convinto che degli spunti cè li possano dare come sono convinto che in certi momenti ti danno ancora una speranza. Ma quando la pellicola finisce e torni nella vita reale non ti sembra di cadere in una scarpata lontana da questi amori cinematografii?.
Ma posso e faccio sentitamente le mie congratulazioni a chi questo film lo ha vissuto nella realtà ma sopratutto a chi riuscirà a non far mai finire i fotogrammi.
I miei film romantici sono stati più corti di un trailer.
Resta a noi decidere se vivere seguendo un film o vivere la realtà talmente passionale da crearne un film solo nostro.




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20 agosto 2008

Voi?

Solo con questa solitudine non solo in corpo ma anche attorno a me posso dire che mi sento solo.
Io mi sono fatto abbandonare, per merito e mie ragioni; che alla fine sto pensando, ma lo volevo veramente?
Io che se ho provato a rialzarmi forse negli ultimi tempi lo ho fatto con talmente poca forza da non riuscirci.
Io che avevo tanto e in poco ho perso tutto e oramai mi chiedo cosa può più restarmi se beni materiali che non hanno ne significato ne valore ora come ora.
Buttandomi affondo in un abisso di merda con tonnellate legate ai piedi; Ora non credo riuscirò più a nuotarne fuori.
Ma forse mi chiedo ancora, perchè dovrei?
Dopotutto io che ho considerato troppe, molte cose ora ho il merito di non essere considerato.
Non dovevo lasciar correre al tempo per ritrovarmi ora sdraiato sui binari, aspettando tacito il treno che non darà più tormenti a nessuno.
Oppure sarà sempre una strada lunga e dolorosa dove non so quando l' ho intrapresa e nemmeno se mai ci uscirò.
Potevo forse essere un essere quasi decente ma la mia decenza l' ho venduta pensando ad altri e cercando in me stesso un autolesionismo che la fa da capitano in questa ridicola partita chiamata vita.
E poi, che cazzo, io se chiedo scusa nessuno mi ascolta ma nessuno mai mi ha chiesto scusa quando volevo sentirlo e quando ne avevo il diritto.
Allora lasciatemi affogare, io penso che per chi non ha capito non ci sarà modo di farlo comprendere.
Inutile buttar giù lacrime quando neanche più so cosa siano, quando se anche mi sforzo ormai penso si siano seccate.
Tutti orgogliosamente pronti a giudicare senza mai chiedersi nulla, senza pensarci, senza mai farsi scrupoli, ma la cosa che mi da più fastidio è che queste persone almeno la maggiorparte, non si è seduta un secondo rimanendo in silenzio e guardandosi dall' esterno.
Sono una testa di cazzo e lo so, ma almeno io penso e chiedo scusa.
Voi?




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1 luglio 2008

Se avessimo gli angeli sarebbero così: Legati.




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30 giugno 2008

sabbia

La vita sta andando via come la sabbia in una mano a palmo aperto, in una giornata ventosa




permalink | inviato da lucadoc il 30/6/2008 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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